Di Andrea Rauch

I colori ingordi di Fupete

Fino al 9 ottobre alla galleria Since.Upian, 211 rue Saint-Maur, Parigi, Jolly Roger, personale con gli ultimi lavori di Fupete (Daniele Tabellini), sicuramente uno dei giovani artisti più interessanti e irrequieti del panorama italiano, sospeso tra le esperienze ‘provinciali’ delle terre livornesi e quelle, decisamente più trendy, di Barcellona e Parigi.
Irrequieto Fupete perché, in un’attività creativamente caotica, mescola con gusto sicuro esperienze artistiche e culturali tra le più diverse ottenendo un mélange grafico di grande sostanza. Nella sua opera si intravedono le esperienze ‘formative’ dell’astrattismo classico, dell’espressionismo, ricordi più recenti che arrivano dalla pratica del fumetto e dei grafiti. Tutto miscelato con un pizzico (più che un pizzico!) di arte brut, con reminiscenze dalla simbologia ieratica precolombiana e con ricordi letterari mutuati dalla fantascienza sociologica e dal surrealismo.
Troppi riferimenti ‘colti’ si dirà: eppure le figure che Fupete allinea sulla tavola conservano una propria immediatezza e originalità di proposta. In una così accentuata bulimia espressiva le pittura assume sempre toni narrativi di matura presa suggestiva.

Source:

SocialDesignZine, 2009
http://sdz.aiap.it/notizie/11601

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